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Cento milioni in meno per il sociale. Anche da Brescia in piazza a Milano

11.06.2012 - Saranno circa un migliaio i disabili che mercoledì 13 giugno partiranno da Brescia alla volta di Milano per la protesta contro i tagli al sociale.

Cento milioni di euro: a tanto ammonta il taglio rispetto al 2011 dei fondi destinati da Regione Lombardia alle Politiche Sociali. Da 161 a 60 milioni, di cui 71 milioni di fondi statali e 30 milioni di fondi regionali. Un taglio drastico che fa ancora più impressione se paragonato al dato nazionale del 2008 quando la Repubblica Italiana investiva nel Fondo per le Politiche Sociali qualcosa come 960mln di euro mentre oggi soltanto 70mln. Una scelta che ha di fatto messo in ginocchio le tante associazioni e cooperative del settore terziario. Per questa ragione il prossimo mercoledì 13 giugno, una manifestazione indetta da LEDHA a cui hanno aderito la maggior parte delle associazioni sociali lombarde, si troverà a partire dalle 11 in Piazza Duca d'Aosta per poi portare la protesta sotto le vetrate del Pirellone. Le richieste: una revisione completa della spesa sociale lombarda, con il ripristino dei fondi almeno al livello del 2011 e soprattutto la richiesta che le nuove politiche del welfare non si basino solo sul contenimento della spesa.

Alla manifestazione hanno aderito ben 31 associazioni ANFFAS, Federsolidarietà Lombardia, UNEBA Lombardia e tante altre. Da Brescia si prevede una presenza di un migliaio di persone che parteciperanno alla manifestazione in piazza mentre una delegazione dovrebbe incontrare l'assessore regionale Giulio Boscagli. "I servizi sociali sono un investimento, non è possibile che a pagare siano sempre i soliti" dice con amarezza Maria Villa Allegri, presindente ANFFAS Brescia Onlus che, assieme a Marco Menni di Confcooperative, Valeria Negrini di Federsolidarietà e Don Umberto Dell'Aversana di UNEBA, hanno presentato l'adesione bresciana alla manifestazione "Il terzo settore in questi anni ha fatto la sua parte, ora tocca alla Pubblica Amministrazione mantenere il suo ruolo di regia e governo delle politiche sociali, non possono lasciarci soli".

Un appello che suona come disperato: "Siamo sicuri che si possa e si debba tagliare altrove" è la posizione di Marco Menni, presidente di Confcooperative Brescia "Inoltre serve che vengano definite le garanzie minime per i servizi ai disabili" altrimenti, paradossalmente, il taglio potrebbe addiruttura divenire totale mettendo in pesante difficoltà non soltanto i cittadini disabili, ma tutte le fasce deboli della popolazione, cittadini in difficoltà od in situazione di fragilità che si vedrebbero così ridotti o negati servizi di cura e di assistenza prima ancora che servizi di prevenzione. Una situazione inaccettabile in uno stato civile, anche in momento di crisi.

Denis Venturi

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