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Consiglio regionale approva risoluzione su tema fiscalità

18.07.2012 - Sollecitati attuazione federalismo fiscale, riduzione aliquota IRES, applicazione criteri virtuosità, mantenimento tesoreria mista.

Il parlamento lombardo invita il Governo nazionale a riprendere celermente il percorso del federalismo fiscale, a intervenire nelle opportune sedi istituzionali affinché per la determinazione dei costi delle assemblee legislative delle Regioni siano utilizzati parametri standard, a ridurre l’aliquota IRES ai fini del rilancio della crescita economica e a estendere il processo di armonizzazione dei bilanci, già in fase di sperimentazione in Regione Lombardia, a tutte le regioni. La risoluzione approvata oggi in Consiglio regionale in materia di fiscalità chiede inoltre di dar seguito all’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione, il cosiddetto regionalismo differenziato, per raggiungere una maggiore autonomia della Regione Lombardia e di tutte le Regioni a statuto ordinario  e per rispondere all’esigenza di una più ampia autonomia normativa ed economica della nostra Regione. Si chiede inoltre al Governo nazionale di applicare criteri di virtuosità per i tagli relativi alla spending review sottolineando che regioni virtuose come la Lombardia non possono essere ulteriormente toccate da questi provvedimenti, di ridurre ulteriormente l’aggio corrisposto ad Equitalia, di prevedere procedure meno vessatorie nei confronti dei contribuenti introducendo limiti temporali oltre i quali non possano essere addebitati interessi ai cittadini, e di consentire infine compensazioni automatiche tra i crediti detenuti dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni e i debiti tributari delle stesse imprese. Nel documento approvato viene espressa ferma contrarietà alla sospensione del regime di tesoreria mista con conseguente trasferimento delle disponibilità liquide degli enti locali alla tesoreria unica statale e si esprime forte contrarietà alla trasformazione delle Province in enti di secondo livello.
La risoluzione è stata approvata con il voto favorevole di PdL e Lega Nord, astenuti Partito Democratico, UdC e Pensionati, contrari SEL e IdV. Accolto parzialmente un emendamento presentato dal Partito Democratico, nelle parti in cui si invita la Giunta regionale a relazionare al Consiglio sulla evoluzione delle compartecipazioni degli Enti locali ai tributi regionali, a sottoporre al Consiglio una valutazione sulle criticità evidenziate dai decreti attuativi e a chiedere al Governo che le somme aggiuntive incassate dal contrasto all’evasione fiscale siano escluse del patto di stabilità. Lo stesso emendamento chiede tra l’altro al Governo nazionale di adeguare e completare i decreti sul federalismo fiscale e in particolare chiede che le risorse trasferite per lo svolgimento del trasporto pubblico regionale siano confermate per il 2012/2013 e successivamente fiscalizzate, e che le spese per investimenti vengano escluse dal tetto previsto dal patto di stabilità. Accolti all’unanimità anche un ordine del giorno presentato da Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) che sollecita il Governo a trovare una rapida soluzione al problema degli esodati e un altro ordine del giorno presentato da Chiara Cremonesi (SEL) che sottolinea la necessità di dare nelle politiche governative maggiore centralità al tema del lavoro e dell’occupazione sviluppando nuove politiche di crescita senza introdurre nuove tasse e ulteriori tagli ai servizi essenziali.
“Alle Regioni a statuto ordinario viene chiesto un contributo di 700 milioni di euro nel 2012 e di 1 miliardo a partire dal 2013, oltre a quelli già previsti con le diverse manovre degli anni 2010 e 2011 –spiega il presidente della Commissione Bilancio Ugo Parolo-. Oltre a ciò, è previsto un taglio al fondo sanitario nazionale di 3 miliardi di euro in 2 anni. Regione Lombardia, alla quale sono stati già tagliati 1,5 miliardi di trasferimenti e 1,1 miliardi sul tetto del patto di stabilità, dovrà concorrere con ulteriori 250 milioni di euro mettendo così a rischio servizi fondamentali quale il trasporto ferroviario locale. Per quanto attiene la sanità, il taglio potrebbe essere pari a 174 milioni nel 2012 e addirittura il doppio nel 2013, colpendo duramente i cittadini lombardi. A fronte di questi tagli che colpiranno in maniera indiscriminata tutte le Regioni punendo anche chi è già virtuoso come Regione Lombardia –prosegue Parolo- verranno invece attivati finanziamenti specifici per il risanamento delle aziende ferroviarie di Calabria, Campania e Puglia per un totale di 240 milioni di euro. Questo non è accettabile, anche perché se con le manovre estive sono stati posti alcuni limiti precisi per la diminuzione dei Consiglieri e degli Assessori regionali, va detto che Regione Lombardia è l’unica Regione già in regola con questi parametri; il costo dell’assemblea legislativa lombarda è pari a 7,77 euro ad abitante, il più basso in Italia (Basilicata 40,45; Calabria 38,80; Valle d’Aosta 124,74; Sicilia 34,77; Sardegna 50,87)”.
Pur apprezzando l’accoglimento di alcuni punti dell’emendamento presentato, il Consigliere del PD Enrico Brambilla ha annunciato l’astensione del suo gruppo perchè  “la risoluzione avrebbe dovuto focalizzare maggiormente l’attenzione sulla necessità di alleggerire i vincoli del patto di stabilità e sulla necessità di diminuire le aliquote gravanti sui redditi di lavoro e sulle famiglie: si poteva fare sicuramente –ha aggiunto Brambilla- uno sforzo in più e una lavoro più approfondito e condiviso”.
“Non si comprende quali siano oggi le ragioni per mantenere evidenti disparità tra un cittadino siciliano ed uno calabrese o tra un veneto ed un trentino –ha detto nel suo intervento il Consigliere Segretario Doriano Riparbelli (PdL)-: le disparità normative, contenute nella Carta costituzionale, hanno creato e creano un disagio nei cittadini italiani che minano alla base le ragioni dello stare insieme. Le gravi difficoltà economiche e finanziarie in cui versa l’Italia, si potranno risolvere solo attraverso una profonda riorganizzazione dell’ apparato statuale, liberando risorse che si disperdono in una giungla di privilegi che hanno generato quella voragine del debito pubblico che soffoca la nostra economia e il nostro sviluppo. Con questa risoluzione –ha concluso Riparbelli- la Lombardia pone sul tavolo temi e proposte concrete che chiedono di essere affrontate”.
“Meno tasse, più autonomia e più libero mercato” è la ricetta proposta da Valerio Bettoni (UdC), mentre per Gabriele Sola (IdV) “il documento è insufficiente perché mancano chiari riferimenti a temi quali la tutela del lavoro, la lotta alla corruzione e la tutela del sistema previdenziale”. 


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